recidivo
Recidivo - Universal 2009

Musiche di Mario Venuti
Testi di Mario Venuti – Kaballà
tranne “Vernice Fresca” musica e testo di Massimo Greco, "La fine e il principio" musica e testo di David Florio

Edizioni Musicali:
Universal-BMG Music Publishing- Microclima-Musica e Suoni
tranne“Vernice Fresca”: Universal-BMG Music Publishing

Produzione artistica Mario Venuti e Riccardo Samperi
Arrangiamenti e pre-produzione Riccardo Samperi e Pat Legato
Tranne "Impulsi primari", "La virtù dei limoni", "Un cuore giovane" e "Lasciami andare" pre-produzione di Pat Legato
Tranne "Il Milione" e "Galatea" di Tony Brundo e "Vernice fresca" pre-produzione di Massimo Greco.

IMPULSI PRIMARI
RECIDIVO
UNA PALLOTTOLA E UN FIORE
LASCIAMI ANDARE
SPLEEN # 132 (Feat. Franco Battiato)
VERNICE FRESCA

LA VITA COME VIENE (Feat. Carmen Consoli)
LA VIRTU’ DEI LIMONI
IL PARADISO NON E’ PER TE

GALATEA
UN CUORE GIOVANE (Feat.Cesare Cremonini)
IL MILIONE
LA FINE ED IL PRINCIPIO (bonus tracks solo su I-TUNES o Digital Store)

Hanno suonato:
MARIO VENUTI: voce, chitarra acustica, armonica, pianoforte ne ”Il milione”
TONY CANTO: chitarra elettrica
RICCARDO SAMPERI: chitarra elettrica
TONY BRUNDO: tastiere e pianoforte
EMILIANO PATRICK LEGATO: tastiere e pianoforte
VINCENZO VIRGILLITO: basso elettrico e contrabbasso
ENZO DI VITA: batteria
ADRIANO MURANIA: violino/viola
ALESSANDRO LONGO: violoncello
ALESSIO NICOSIA:violino
ISIDORO SIMONE PARADISO :viola
GIUSEPPE ZAGO: corno francese
MASSIMO GRECO: cori
DAVID FLORIO: cori
ORCHESTRA STESICOROS
Diretta da Tony Brundo

Arrangiamento archi: Riccardo Samperi e Tony Brundo
Tranne “Il milione” e ”Galatea”: Tony Brundo -
“Vernice Fresca”: Massimo Greco e Tony Brundo

Foto di Claudio Allia
Assistenti alla fotografia: Francesco Torrisi e Giuseppe Manganaro
Trucco: Alessandra Costarella
Stylist: Alessandra Nalon
Artwork: Thomas Berloffa Design Studio

Registrato tra Maggio e Agosto 2009 da Riccardo Samperi allo Studio TRP di Tremestieri Etneo (CT), Mixato da Steve Lyon coadiuvato da Riccardo Samperi al Metropolis Studio (London).
Assistente studio Xavier Stephenson
Masterizzato da Ian Cooper al Metropolis Studio Mastering (London)
Produttore esecutivo & Management Nuccio La Ferlita (Musica & Suoni snc). Assistenti alla produzione: Enza Privitera, Valentina Reale.

Si ringrazia: il Teatro Stabile di Catania, Barbisio (CT), Franz Cattini, Walter Mameli, Francesco Barbato, tutta la Musica & Suoni, Dario Contino Pianoforti, Fausto Pirito, tutta la Universal Music Italia.

Franco Battiato, Carmen Consoli e Cesare Cremonini (che appare per gentile concessione di Waner Music Italy)

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Mario Venuti | Recidivo

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Titolo a effetto, quanto a effetto e spiazzante è la storia che viene raccontata nel singolo omonimo, in cui si parla del rapporto di “un lui con un altro lui”, di “un amore che non è benedetto dalla pubblica morale”. Venuti lo canta senza reticenze, con la durezza di un fiero cowboy alla Jesse James, ma anche con la delicatezza e la poesia di chi “sensi di colpa non ne ha”.

E un amore non banale, non scontato, è anche quello de La vita come viene, che vede Carmen Consoli affiancare Venuti e interpretare, nel cuore del brano, la parte di una prostituta (“...madonna di quartiere, gambe aperte, cuore puro e un pegno sul futuro...”), che invoca Gesù e pretende un confronto, una spiegazione. Oltre a Carmen Consoli, altre due importanti collaborazioni arricchiscono il progetto-Venuti: c’è quella con Franco Battiato (Spleen#132) e quella con Cesare Cremonini (Un cuore giovane).
Tutte le tre performance, comunque, non sono improntate al facile opportunismo legato ai nomi e alla popolarità degli ospiti, invitati soltanto per affinità artistica e umana.

La virtù dei limoni, è dedicato alla memoria del padre di Mario, “l’ingegnere”. Qui si intravede, tra ricordi, profumi lontani e nostalgie mai sopite, una passata, normale, sana conflittualità tra padre e figlio, oggi fortunatamente superata (non è per niente detto che la morte di un genitore faccia sempre dimenticare gli screzi, le incomprensioni, le assenze... il dolore...).

E poi c’è Galatea, un piccolo-grande gioiello in musica, quasi un madrigale, che prende spunto dalla mitologia greca. Galatea, una delle Nereidi, le 50 ninfe del mare solitamente collocate negli abissi.
La leggenda vuole che Galatea fosse innamorata di Aci, un giovane bellissimo, e che il ciclope Polifemo, invidioso e a sua volta innamorato della ninfa, un giorno avesse cercato di attirarla con il suono del suo flauto. Non essendo riuscito nell'intento, sorpresa la coppia di amanti, Polifemo, infuriato, scagliò un enorme masso che raggiunse Aci, uccidendolo. Come raccontato ne Le Metamorfosi di Ovidio, Galatea, per tenere in vita il suo amore, trasformò il sangue di Aci in una sorgente e lui stesso divenne un dio fluviale. Da qui, il nome di svariate località siciliane (Acireale, Acitrezza Acicastello...). Attenzione, però: il brano in questione rilegge la vicenda dalla parte del “ciclope innamorato”, non necessariamente “mostro”.

L’album si chiude con Il Milione, viaggio fantastico e anche spirituale verso Oriente, là dove “gli uomini profumano di vento... si salutano toccandosi la fronte... le donne non fuggono lo sguardo anche se il corpo è da nascondere...”. Un viaggio forse virtuale, di certo liberatorio.
Un viaggio verso la Rinascita, verso la comprensione de “...la misura dell’immensità dello spazio e del tempo”.

 


«Mario? Un dandy mediterraneo, un musicista raffinato, un uomo discreto che però non si nasconde e che al tempo stesso non ama ostentare la propria vita privata. La nostra amicizia è di lunghissima data, risale ai tempi dei Denovo: siamo cresciuti insieme nella famiglia del pop catanese. Fino a un certo punto, artisticamente abbiamo percorso strade parallele.
Poi ci siamo ritrovati a scrivere musica e parole a quattro mani.
Correva l'anno 2001, eravamo in vacanza vicino Taormina. Il cielo portava nuvole e una frase detta guardando l’orizzonte (“Improvvisamente il tempo si va mettendo male...”) fu la scintilla che portò alla prima canzone firmata insieme: Estate in città, un brano che piacque a Raf tanto che lo fece proprio, portandolo al successo. Da quel giorno Mario e io facciamo coppia fissa e la nostra amicizia è diventata qualcosa di più consapevole.

In tutti questi anni di lavoro insieme, quante volte ci ha assalito il panico del foglio bianco da riempire. Ma per noi scrivere musica ha un che di terapeutico, è come partecipare a una seduta psicanalitica in cui le chiacchiere sono costantemente fatte di quella complicità quotidiana, nei gesti e nelle parole, dalla quale nascono poi le nostre canzoni.
Io in passato sono stato interprete dei brani che scrivevo, ma poi ho scelto di privilegiare la dimensione di autore e, in un certo senso, ho accompagnato anche Mario su questo territorio, spingendolo a scrivere per altri artisti. Perché sono convinto che in lui, oltre alla indiscutibile forza interpretativa, alberghi un grande scrittore.

Mario è un istintivo e io mi sento un po’ la sua “coscienza maieutica”, la sua “levatrice”. Inevitabilmente, c’è comunque e sempre un pizzico di me attraverso lui. Il nostro metodo di lavoro, se così si può chiamare, è un continuo rimpallarsi parole, idee, emozioni. E io, che oltre a essere autore di parole sono anche musicista, grazie a questo gioco di scambio riesco a entrare dentro strutture armoniche nuove e intriganti.

Che Mario sia un apprezzato protagonista del pop di qualità è risaputo, lavorare con lui è un privilegio.
E io credo che Recidivo, l’album più bello scritto insieme, rappresenti la definitiva e meritata consacrazione di Venuti nel mondo della grande canzone d’autore
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