E KABALLÀ DICE CHE...
«Mario? Un dandy mediterraneo, un musicista raffinato, un uomo discreto che però non si nasconde e che al tempo stesso non ama ostentare la propria vita privata. La nostra amicizia è di lunghissima data, risale ai tempi dei Denovo: siamo cresciuti insieme nella famiglia del pop catanese. Fino a un certo punto, artisticamente abbiamo percorso strade parallele. Poi ci siamo ritrovati a scrivere musica e parole a quattro mani. Correva l'anno 2001, eravamo in vacanza vicino Taormina. Il cielo portava nuvole e una frase detta guardando l’orizzonte (“Improvvisamente il tempo si va mettendo male...”) fu la scintilla che portò alla prima canzone firmata insieme: Estate in città, un brano che piacque a Raf tanto che lo fece proprio, portandolo al successo. Da quel giorno Mario e io facciamo coppia fissa e la nostra amicizia è diventata qualcosa di più consapevole...
«In tutti questi anni di lavoro insieme, quante volte ci ha assalito il panico del foglio bianco da riempire. Ma per noi scrivere musica ha un che di terapeutico, è come partecipare a una seduta psicanalitica in cui le chiacchiere sono costantemente fatte di quella complicità quotidiana, nei gesti e nelle parole, dalla quale nascono poi le nostre canzoni...
«Io in passato sono stato interprete dei brani che scrivevo, ma poi ho scelto di privilegiare la dimensione di autore e, in un certo senso, ho accompagnato anche Mario su questo territorio, spingendolo a scrivere per altri artisti. Perché sono convinto che in lui, oltre alla indiscutibile forza interpretativa, alberghi un grande scrittore. Mario è un istintivo e io mi sento un po’ la sua “coscienza maieutica”, la sua “levatrice”. Inevitabilmente, c’è comunque e sempre un pizzico di me attraverso lui. Il nostro metodo di lavoro, se così si può chiamare, è un continuo rimpallarsi parole, idee, emozioni. E io, che oltre a essere autore di parole sono anche musicista, grazie a questo gioco di scambio riesco a entrare dentro strutture armoniche nuove e intriganti...
«Che Mario sia un apprezzato protagonista del pop di qualità è risaputo, lavorare con lui è un privilegio. E io credo che Recidivo, l’album più bello scritto insieme, rappresenti la definitiva e meritata consacrazione di Venuti nel mondo della grande canzone d’autore».