tour mario venuti
Recidivo - Tour 2010

Il 27 gennaio dal Teatro Vittorio Emanuele di Noto (Siracusa) avrà inizio il “Recidivo Tour” di Mario Venuti (organizzato da Musica e Suoni e Microclima).
La tournèe del cantautore siciliano verrà proposta in due versioni, una elettrica che si realizzerà nei teatri e in club importanti ed una acustica per luoghi più intimi.
Ad un anno dall'ultima tournee nei teatri Mario Venuti torna con un nuovo concerto incentrato sulle canzoni del nuovo disco "Recidivo".

Sul palco insieme a Mario nei concerti con allestimento in versione elettrica:
Vincenzo Virgillito (basso),
Enzo Di Vita (batteria),
Fabrizio Tarroni (chitarra e violino),
Massimo Greco (tastiera, chitarra e percursioni),
Giada Ester Gallo (violoncello).

Sul palco insieme a Mario nei concerti con allestimento acustico:
Vincenzo Virgillito (basso),
Giada Ester Gallo (violoncello).

Partner del "Recidivo Tour":
RAdio Monte Carlo logo - Mario Venuti

Il tour è organizzato da Musica&Suoni
Per informazioni sul “Recidivo tour” tel 02/53006501

immagini dal tour

Il fantastico viaggio sonoro di Venuti

Canta, balla, gioca, recita, sorprende, rileggendo la canzone d'autore, il rock e il Brasile

di Giuseppe Attardi

Noto, 27 gennaio 2010. Mario Venuti è partito in tour da Noto. E non è un caso. Perché tutti i fuorilegge tornano sul luogo del delitto. Per di più lui, un «“bandito” che vive ai margini e che va dritto per la sua strada, inseguendo raffinatezze armoniche in tempi in cui il cattivo gusto è imperante nella politica e nella società», è recidivo. E quale scenario migliore se non il Teatro Vittorio Emanuele, piccolo gioiello della capitale siciliana del Barocco, per ricominciare la sua personalissima ricerca della Bellezza, con la “B” maiuscola.

Panciotto nero e camicia bianca, cilindro in testa, metà Jesse James, metà compare Turiddu, con un tocco da “uomo in frack”, Mario Venuti comincia seduto al piano, nella penombra di due candelabri e con il sottofondo degli archi. “Io ho capito che andare era il mio destino”, canta. Come un moderno Marco Polo introduce il suo Il milione, un viaggio in mondi sonori diversi, alcuni lontani nel tempo, altri attualissimi. E l'elettronica, che annuncia le chitarre rock di Impulsi primari, dà subito dopo il via a un continuo alternarsi di atmosfere, stili, sapori, umori, emozioni. Come nel succedersi di panorami in un lungo e appassionante viaggio.
C'è la grande canzone d'autore italiana, che l'ex Denovo ha ormai metabolizzato, scrivendo alcuni dei migliori brani di quest'ultimo decennio: dalla sanremese Un altro posto al mondo, che esegue al piano, alla baudelariana Spleen #132, che nel disco canta insieme con Battiato, e alla commovente La virtù dei limoni, chiusa da un «grazie papà».

Ci sono richiami classicheggianti, alla Rufus Wainwright, nella struggente Galatea o nella lirica Echi d'infinito, scritta per la voce di Antonella Ruggiero e cantata da solo al piano. C'è il reggae che duetta con il violoncello nella straordinaria ripresa di Microclima, suo manifesto “termo-filosofico”. C'è il momento in cui il bandito sfodera le chitarre come i revolver incrociati sul drappo penzolante dal muro a secco che fa da sfondo alla scenografia e spara micidiali bordate che attraversano la storia del rock: dai Beatles alla denoviana E' stato un attimo, agli anni Ottanta degli Smiths o degli Xtc.
E, in questo viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, non può mancare il Brasile, che riaffiora nella rilettura “velosiana” di Per causa d'amore, affidata originariamente a Patrizia Laquidara, e nell'immancabile Fortuna, che dà il via a una trascinante cavalcata finale che infiamma il pubblico: da Crudele alle citazioni pasoliniane di Sant'Andrea, da Una pallottola e un fiore a Qualcosa brucia ancora e Mai come ieri, fino ai bis con Veramente e A ferro e fuoco.

Ma se questo è il musicista che già avevamo apprezzato nei precedenti tour, c'è questa volta un altro Mario Venuti. Un artista che finalmente riesce a sbloccarsi dall'emozione che spesso lo imbrigliava. Un uomo che adesso riesce a raccontarsi, a dialogare e scherzare con il pubblico, a svelare il suo mondo, le sue sensazioni, a liberarsi dal peso della chitarra per affrontare altri strumenti, per ballare, per recitare, per intrattenere, per divertire come quando diventa un burattino in maschera nella divertente versione teatrale di Veramente, per far uscire definitivamente fuori tutto il suo immenso talento.

Merito anche della band, duttile e compatta, che si presta al gioco e che ha nel basso di Vincenzo Virgillito una colonna portante e trae nuovi stimoli dagli inserimenti del batterista Enzo Di Vita, di Massimo Greco (tastiere, chitarre e percussioni), di Fabrizio Tarroni (chitarra e violino) e del violoncello di Giada Ester Gallo.

Dopo la data zero di Noto e la tappa di ieri a Palermo, il fantastico viaggio sonoro del Recidivo tour continua stasera al Teatro Abc di Catania per attraversare poi lo Stretto e chiudersi il 26 febbraio a Torino. Ma è probabile una ripresa in estate.

Scarica il formato pdf dell'articolo

(tratto da La Sicilia del 29 gennaio 2010)